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martedì 11 novembre 2008

IL SONDAGGIO C'E' MA NON SI VEDE


L'analisi di Paolo Toccafondi mi sembra corretta, io, mi annovero fra quelli che hanno mal digerito l'eliminazione dei due amministratori da loro votati senza che questa decisione sia stata spiegata più di tanto, e pretendo chiarezza, specialmente da Manciulli & Co.


Da " Il Tirreno" del 11.11.2008


Il sondaggio misterioso agita la corsa alle candidature del Pd PRATO.


Uno spettro si aggira per la città. Non è il capitalismo di marxiana memoria, ma più banalmente un sondaggio. “Il” sondaggio, quello che è costato la testa al sindaco Marco Romagnoli e al presidente della Provincia Massimo Logli.

I vertici dell’amministrazione pratese fatti fuori in un sol colpo sulla base dei risultati di una rilevazione, appunto, che a distanza di tre settimane dalla decisione choc è ancora avvolta nel mistero, se si escludono i pochi numeri fatti trapelare nei giorni caldi della mancata riconferma.

Non è ancora chiaro nemmeno chi l’abbia commissionato alla Ipsos, se la segreteria regionale del Pd o quella pratese o tutte e due insieme. Si sa soltanto che sono stati interpellati mille pratesi con interviste fatte nei primi giorni di ottobre. Stop. Tanto mistero non poteva che alimentare le polemiche tra gli elettori e i dirigenti del Pd, fino al fiorire delle ipotesi più estreme. Le lettere arrivate al giornale, i commenti raccolti in questi giorni tra circoli, assemblee e conferenze raccontano di un’amarezza diffusa tra iscritti e simpatizzanti del Pd che hanno mal digerito l’eliminazione dei due amministratori da loro votati, senza che questa decisione venisse spiegata più di tanto.

Le accuse di verticismo si sprecano, la delusione è palpabile. I più cinici si spingono fino a ipotizzare un sondaggio “truccato” giusto per raggiungere l’obiettivo. Esagerazioni a parte, resta l’amarezza di chi si sente sottrarre gli strumenti di giudizio.Subito dopo il siluramento di Romagnoli e Logli, il segretario regionale del Pd annunciò che i risultati del sondaggio sarebbero stati illustrati di lì a poco con l’aiuto dell’Ipsos. Poi qualcosa è cambiato.


Ora Manciulli ha spiegato la sua perplessità sulla pubblicazione con l’esistenza di una parte del sondaggio fatta di informazioni che non si vogliono “regalare” al centro destra. Staremo a vedere.Intanto la corsa alla candidatura è sempre ferma al testa a testa tra Paolo Abati e Adriano Benigni e ai dubbi sulle primarie. Le firme si potranno raccogliere a partire da sabato e fino al 6 dicembre. Ma c’è chi non le vuole. E su chi le vuole pesano un bel po’ di nodi da sciogliere: dovranno essere primarie di partito (allora basterà raccogliere il 10% dell’assemblea, una ventina di firme e il lotto dei partecipanti potrebbe allargarsi); o primarie di coalizione (in questo caso la soglia salirebbe al 35%, il che significa una inevitabile lotta a due)? Ma poi di quale coalizione, visto che le alleanze sono ancora tutte da decidere? (p.t.)

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