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giovedì 20 novembre 2008

RIUNIONE ASSEMBLEA PD PRATESE SUL SONDAGGIO

Pur facendo parte dell'assemblea provinciale, a causa di un impegno personale preso da tempo, non ho potuto partecipare alla riunione di ieri nella quale veniva esposto il sondaggio IPSOS.

Continuo a non approvare la scelta del segretario regionale Manciulli di perseverare sulla "segretezza" di dati che ormai sono di dominio pubblico e, pur non avendo condiviso le scelte del gruppo dirigente in merito alle non ricandidature, il PD adesso deve chiudere questa pagina e aprirne una nuova, fatta di programmi e persone serie e credibili da presentare alla città e sottoporre al giudizio dei cittadini con le primarie.

Francesco Bartolomei


da il Tirreno del 20/11/08
Riunione superblindata sul sondaggio Pd
Fuori dalla porta anche il portavoce del sindaco che scrive una lettera aperta

Gabellini (a titolo personale): «Il Pd non è un’associazione di cospiratori»

PRATO. Riunione superblindata dell’assemblea provinciale Pd - circa 200 persone - al circolo di Galciana per informare sul sondaggio Ipsos servito a decapitare sindaco e presidente della Provincia. Organi di stampa tenuti lontani. I dati risultati determinati per la non ricandidatura del sindaco Romagnoli e del presidente Logli sono stati esposti a beneficio di pochi eletti. Questa volta è toccato anche al portavoce del sindaco, Brunello Gabellini, bloccato da uno dei giovani e inesperti funzionari del partito.

Molto sconcerto tra i presenti in sala. Un dato fra tutti: su un’ottantina di domande solo due riguardavano la Provincia. Sono i cinesi il primo problema di Prato e il Pd perde in percentuale molto di più rispetto ad altre realtà simili. Ma si è aperta anche la questione “segretezza” con una lettera aperta di Gabellini. «Ero convinto - scrive - che anche senza essere membro dell’assemblea vi potessi prendere parte e conoscere, finalmente, il famoso sondaggio». Niente da fare. «La motivazione di tanta rigidezza - prosegue - è stata la seguente: “Il segretario regionale non vuole rendere pubblico il sondaggio”. Orbene se la riunione è stata così concepita, nessun “esterno”, qualunque sia la sua posizione, può accampare alcunché. E’ giusto (e non difetto di autocritica, secondo lo stile imparato nel Pci). Potrei sollevare la questione che, pur trattandosi di un fatto di partito, il portavoce del sindaco, per giunta iscritto al Pd, forse, per il mestiere che fa, sarebbe legittimato a sapere qualcosa del sondaggio, su cui si sono state fondate scelte politicamente non lievi. Ma bando ai privilegi. Qualcosa però sconcerta, la motivazione di tanta riservatezza. Ma non era stato proprio il segretario regionale Manciulli nell’assemblea provinciale, convocata immediatamente dopo il 15 ottobre, a dichiarare dalla tribuna: “Di fronte ad un simile sondaggio ho imparato che bisogna prenderlo in considerazione”? Appunto, e di grazia: se il sondaggio è stato così importante, perché i militanti del Pd non devono esserne edotti? Penso, nonostante tutto, che il Pd sia un partito democratico e non un’associazione di cospiratori fondata sulla segretezza. Qualcuno lo dica a Manciulli e alla segreteria provinciale. Un partito democratico, per sua stessa natura, deve rendere pubblico il suo dibattito, e deve rendere (sempre) conto ai suoi iscritti e ai suoi elettori e, aggiungo, alla città. Per questo formulo due domande: gli iscritti del Pd hanno diritto di conoscere la base su cui si è scelto di rendere Romagnoli e Logli due “anatre zoppe”? E in quale momento e sede ciò avverrà? Se invece vogliono continuare così, facciano pure. Ma è un dramma politico per chi ancora crede nel Pd o ha deciso di accordare la fiducia a un progetto nuovo, che, però qualcuno vuole, evidentemente, far abortire, senza peraltro accollarsi la responsabilità di cimentarsi con la propria base e i propri simpatizzanti».


da La nazione del 20/11/08
IL SONDAGGIO è stato realizzato da Ipsos su incarico della federazione regionale del Pd, con mille interviste telefoniche compiute fra il 27 e il 30 settembre scorsi. Gli interpellati sono stati scelti in modo casuale su un universo di 155mila elettori, tutti residenti in città, e ne sono rappresentativi per sesso, età e titolo di studio. Il sondaggio è stato realizzato con metodo CATI e l’ausilio di computer. Il margine di errore contemplato è compreso fra lo 0.6 e il 3.1%. Le donne intervistate sono leggermente più degli uomini; circa due quinti degli interpellati ha un diploma o una laurea.


Pd in picchiata di consensi per il problema cinesi
IMMIGRAZIONE e soprattutto cinesi: sono problemi che i pratesi sentono in modo sempre più pesante. Pensano che dal Pd non siano arrivate le risposte necessarie, per questo il partito subisce una clamorosa emorragia di consensi. In estrema sintesi il sondaggio Ipsos dei misteri racconta questo: ieri sera è stato finalmente presentato all’assemblea provinciale riunita a Galciana, a porte rigorosamente chiuse, tanto che pure l’assessore Fabio Giovagnoli e il portavoce del sindaco Brunello Gabellini sono stati mandati via dalla riunione.

NON SI CAPISCONO i motivi di tutta questa segretezza, visto che per capire che i cinesi sono vissuti come un grosso problema in città non serve pagare la Ipsos, ma basta chiedere al primo pratese che passa per strada. Il segretario regionale Manciulli, che ha pagato il sondaggio, non la pensa così e quindi porte chiuse, nessun dato da pubblicare, perché senza il via libera del partito sarebbero multe salate, anche per i giornali. Comunque, come trapelato all’indomani della mancata ricandidatura di Romagnoli e Logli, il sondaggio dice molto chiaramente che i pratesi sono sfiduciati e chiedono cambiamenti. Ieri a Galciana è emerso solo un fatto nuovo: solo due domande su più di 80 riguardavano la Provincia e gli stessi ricercatori di Ipsos hanno spiegato che il sondaggio era mirato essenzialmente sul Comune. Intanto, però, anche Logli ha scelto di non ricandidarsi (o ha dovuto scegliere).

IL CLIMA a Galciana era complessivamente di sconcerto. Da una parte perché i dati presentati sono davvero pesanti per il Pd e dovrebbero far riflettere molto sulla crisi del partito rispetto al «feeling» con la città. Dall’altra perché anche per i 200 dell’assemblea quei numeri sono rimasti segreti fino a ieri e di fatto per tutti gli altri lo restano ancora: i militanti non se lo spiegano, il motivo. Non c’è stato dibattito, non era previsto: «Ne discuteremo in altre riunioni», ha detto la segretaria Benedetta Squittieri. I dati sono stati illustrati tramite slides proiettate al buio e a nessuno è stata fornita copia cartacea del sondaggio. I presenti hanno potuto fare solo qualche domanda di tipo tecnico ai sondaggisti. Basta.

MA CE ne sarebbero di spunti di riflessione, eccome. Ad esempio, dall’indagine emerge che l’atteggiamento di «chiusura» rispetto agli immigrati è più alto fra chi va regolarmente a messa rispetto a chi non ci va per niente. Emerge poi che i consensi già in picchiata del Pd potrebbero ulteriormente diminuire da qui a giugno senza un’attenzione diversa ai problemi della città, soprattutto fra gli interpellati con un maggior grado di istruzione. Emerge anche che un analogo sondaggio compiuto a Reggio Emilia (governata dal centrosinistra e con parecchi immigrati pure lei) ha mostrato una tenuta del Pd e che Prato è la città toscana in cui, stando ai sondaggi, il partito perde nettamente di più. Ha di che riflettere il Pd. Soprattutto ha di che cambiare, se non vuole che i numeri vaticinati dal sondaggio diventino fra pochi mesi la realtà delle urne.
Anna Beltrame

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